Alcuni affermano che l’opera più nota di don Lorenzo Milani (1923-1967), Esperienze Pastorali (1958), non sia più attuale, perché sono venute meno le circostanze storiche e l’ambiente sociale in cui furono scritti. In realtà don Milani è stato un profeta, perché ha intravvisto già allora la tendenza omologatrice che ha portato al sistema globale e alienante dei nostri giorni. Ma anche lo strumento della scuola e della cultura, che egli aveva individuato per l’emancipazione sociale dei più poveri, attraverso l’appropriazione del linguaggio, e per fornire loro i mezzi per scelte etiche e di fede consapevoli, è ancora valido.
Su questo sfondo si è tenuto martedì 15 aprile presso la sede dell’Arciconfraternita dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi l’incontro dal titolo “I Care” e la responsabilità verso l’uomo, in cui il Prof. Alberto Melloni, docente di Storia del cristianesimo all’università di Modena-Reggio Emilia, introdotto dal Prof. Carlo Felice Casula, docente emerito di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre, ha presentato la personalità e l’opera educativa di don Lorenzo Milani.
L’incontro ha inaugurato il ciclo “Testimonianze di Fede fra Toscana e Romagna” promosso dall’Arciconfraternita dei Bolognesi in occasione dei suoi 450 anni, con l’obiettivo di affrontare i grandi temi del presente – dall’educazione all’inclusione, dal dialogo tra religioni alla responsabilità pubblica – attraverso l’esperienza di sacerdoti esponenti del cattolicesimo sociale. Il ciclo, che si svilupperà nel corso del 2026 e del 2027, prevede sei appuntamenti e vede la partecipazione di studiosi e relatori di primo piano, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della società civile.